mercoledì 27 maggio 2009

L'informazione libera.....una necessità per il cittadino

A Marsala 8, 9, 10 Maggio molti giornalisti e magistrati si sono riuniti per parlare del più grave problema italiano : L'INFORMAZIONE!
Io vi invito a seguire la conferenza sottostante, di qualunque partito voi siate perchè qui non si parla di attacchi politici ma DI DIRITTI che devono essere garantiti.....LA LIBERTA' DI PAROLA ED ESSERE INFORMATO.

Se non vedete il video seguite questo Link
PS: ricordo che Radio Radicale trasmette tutto....basta andare a vedere fra gli eventi esterni.
Lo so che spesso viene utilizzata come tecnica di attacco politico....lo so che a volte è facile costruire false notizie, lo so che in tutto questo casino mediatico è difficile capire da che parte stare.
Io vi invito solo al ascoltare le voci di questi magistrati del tribunale di Palermo, magistrati che hanno subito colpi pesantissimi con i tremedi assassini dei giudici Falcone e Borsellino e sono rimasti lì , nelle difficoltà e nelle paure, nel loro difficile ruolo .
Mi sembra che abbiano tutte le carte in regola per essere ascoltati : poi magari possiamo discutere i dubbi qui in qesta nota, fra i commenti.
E l'informazione libera al di sopra delle parte e vicina al cittadino esiste....come Telejato, ed è per questo che faccio il possibile per farla conoscere il più possibile.
Perchè telejato è libera di parlare di mafia e della sua terra la Sicilia che sta cambiando, con un telegiornale dove i cittadini sono i gran protagonisti infatti loro sono liberi di dire quello che vogliono e lasciano tutti liberi di fare altrettanto.
La politca....qui non centra infatti come dice Pino Maniaci la gramigna c'è a destra ed a sinistra e va pestata tutta.
Ed in Sicilia questo problema informazione fa ancora più paura perchè loro ne sono usciti con il sangue, tanti giornalisti sono morti per parlare della mafia, quando ancora tutti dicevano che non esisteva anzi diciamo che la mafia voleva far credere così!
E ricordate che in Italia una cosa non esiste finchè non ne parla la tv......ed allora mi chiedo perchè questi grandi nomi si vedono pochissimo in tv? La loro parola non è altrettanto importante di Vittorio Sgarbi, Gasparri, Franceschini?
Ecco perchè fare domande al nostro Premier non è ne una tortura, ne un privilegio ma un atto semplicissimo in cui la classe politica si relaziona con i cittadini.
Allego questo importante articolo 'Qualunque consenso non autorizza Berlusconi a sottrarsi dalle domande che abbiamo il diritto e dovere di porgli' che potrete trovare a questo link .
Allego una puntata di telejato....così potete vedere la differenza.
Si può apprezzare o meno un telegiornale così però fa pensare, fa discutere, mette in moto un circuito virtuoso fr amministrazioni e cittadini perchè la critica viene poi valutata ed affrontata ( NON SFUGGITA!).
Grazie dell'ascolto....una ammiratrice di telejato!
PUNTATE INDIMENTICABILI: conduce Gioacchino Genchi
(PS...ci metterà un po' a partire)





E se trovate l'informazione libera sostenetela....potete trovare le coordinate bancarie e Pay Pall nel sito http://www.telejato.it/. Grazie

lunedì 18 maggio 2009

Lettera da inviare a sostegno di Pino Maniaci

Lettera da inviare a sostegno di Pino Maniaci

Al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia
info@odgsicilia.it

e, p.c.
Al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti
odg@odg.it

«L’Ordine nazionale è accanto a Pino Maniaci non per un atto di affetto, non per un gesto di solidarietà, ma per un dovere morale nei confronti di chi, tessera dell’Odg o no, è testimone di una battaglia di riscatto sociale di una terra tormentata».
Le parole di Enzo Iacopino, Segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, esprimono con chiarezza il valore dell’impegno giornalistico di Pino Maniaci. Un valore che gli viene riconosciuto anche da ampi strati di popolazione impegnati da anni nella difficile battaglia per la legalità e contro la mafia. Un valore che, in passato, gli è stato riconosciuto anche da Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia:
«Ormai è intollerabile il livello delle pressioni e delle intimidazioni contro chi si ostina a fare un'informazione libera nella trincea siciliana – dichiarava Nicastro all’indomani dell’aggressione subita da Maniaci all’inizio dell’anno scorso -. La catena interminabile dei messaggi criminali è un attacco alla libertà di stampa che va fermamente respinto. La storia del giornalismo siciliano ha già scritto pagine indimenticabili, ma di fronte allo stillicidio impunito delle attenzioni minacciose è necessaria una forte mobilitazione dei giornalisti, del mondo della cultura e della società civile». Parole inequivocabili, quelle di Nicastro.

Forse è stato il ricordo di quelle parole a far recedere l’Ordine siciliano dalla gravissima decisione di costituirsi parte civile nell’assurdo processo a carico di Pino Maniaci, “reo” di avere svolto attività giornalistica senza l’apposito tesserino. Come se fosse un tesserino a fare un giornalista.

Abbiamo accolto con sollievo la notizia della mancata costituzione di parte civile dell’Ordine siciliano, ora ci aspettiamo che il Consiglio accolga la richiesta d’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti presentata da Maniaci lo scorso 4 maggio, ché l’attività e l’impegno di Pino Maniaci qualificano la categoria e rendono onore a quanti, in Sicilia e nel resto d’Italia, sono stati ammazzati perché esercitavano il sacrosanto diritto/dovere a informare.

Inutile dire che non riconosciamo a tanti “giornalisti” siciliani (e non solo) «il valore dell’impegno giornalistico» che l’Ordine nazionale attribuisce a Maniaci, ché lo stato dell’informazione in Sicilia e in Italia è sotto gli occhi di tutti, e le responsabilità non sono solo da attribuire agli editori o alla legislazione sempre più restrittiva che ci hanno precipitato in una condizione di «semiliberi» (vedi rapporto annuale di Freedom House), ma anche al fatto che di giornalisti con la schiena dritta, in giro, se ne vedono sempre meno.

Scriveva Giuseppe Fava, quasi trent’anni fa: «Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo, infatti, che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo».

Quanti sono i giornalisti italiani, specie siciliani, che possono sinceramente riconoscersi in una simile visione e pratica del mestiere? Non lo sappiamo. Sappiamo, però, che Pino Maniaci è fra questi. Sappiamo che Pino Maniaci, quel tesserino da pubblicista che ha richiesto, non se l’è guadagnato solo con la prescritta quantità di articoli in due anni, ma – anche e soprattutto – con la qualità della sua attività giornalistica.

Dunque, egregi rappresentanti dei giornalisti siciliani, non esitate ad accordare a Pino Maniaci ciò che gli è dovuto, ché qui non è in ballo solo il riconoscimento di un diritto (già di per sé sufficiente) ma la stessa dignità dell’Ordine e della categoria che rappresentate.

domenica 17 maggio 2009

I DIECI COMANDAMENTI DELL'ANTIMAFIA DI SALVO VITALE



Ricordo che Salvo Vitale è il compagno di Peppino Impastato a Radio Aut.
Altro non è che una storiella ma è incredibile come possa essere allo stesso tempo una valida guida per tenere un comportamento quotidiano che alla criminalità organizzata farà molto male.
Leggeteli, studiateli e seguiteli.....niente di più facile: L'importante e non essere MAI DA SOLI!

UNO ) Se incontri un mafioso girati dall’altro lato e sputa: non sputargli in faccia, correresti il rischio di beccarti una pistolettata.

DUE ) Se il mafioso ti chiede il pizzo tu raddoppia, chiedigli il doppio di quanto lui pretende : se gli fai vedere di avere paura sei già nelle sue mani e dopo di questo DENUNCIALO.
Chi paga ed accetta di pagare diventa un finanziatore della mafia e quindi un complice

TRE ) Se ti accorgi che le forze dell’ordine non sono in grado di proteggerti EVITA DI FARTI AMMAZZARE e comunque cerca un modo per proteggerti. E’ bene avere un amico a cui raccontare tutto ciò ed a cui rivolgersi in caso di bisogno. Se poi è un amico che sa difendersi e difenderti e’ MEGLIO!

QUATTRO ) Non aspettare che siano gli altri a liberarti dalla Mafia!
I giudici e le forze dell’ordine fanno il possibile ma anche TU DEVI FARE QUALCOSA!
In questa partita hai l’obbligo di ESSERE UN GIOCATORE e non uno spettatore.

CINQUE ) RICORDATI DI RICORDARE LE DATE in cui sono state uccise le vittime della mafia e ricordare l’efferatezza aiuta a fare crescere la rabbia e NOI NON DIMENTICHIAMO!

SEI ) Il mafioso non è un uomo d’onore, ne un padre protettore: è un delinquente che come le zecche succhia il sangue e si arricchisce sul lavoro degli altri….STANNE ALLA LARGA!

SETTE ) Se sai che il supermarket, il negozio di cui ti servi , la pompa di benzina o il titolare del tuo cantiere pagano il pizzo o sono in qualche modo collusi con i mafiosi NON ANDARCI .
Porti denaro nelle loro tasche .

OTTO ) Il traffico delle droghe, della cannabis, dalla cocaina al crack e tutte le porcherie che escono ogni giorno, è interamente nella mani della mafia . Anche qua devi essere cosciente di ESSERE UN CLIENTE DEI MAFIOSI e di portar loro il tuo denaro.

NOVE ) Guardati intorno ed impara ad identificare i mafiosi, persone , ditte, imprese che governano il tuo territorio e fanno affari secondo metodi che apparentemente sono normali.
Cerca poi di costruire INSIEME ad altri che sono d’accordo con te, L’OPPOSIZIONE!
E’ importante non essere soli in questa battaglia!

DIECI ) Il mafioso è un uomo come tutti gli altri. Se non lo accetti e ti metti in testa che la mafia non è invincibile PUOI VINCERE!
Quando vai a votare , e qui è importante, RICORDATI CHE CI SONO PARTITI CHE SONO CONTENITORI DI COVI MAFIOSI e che la mafia va a braccetto con gran parte della classe politica, a cominciare da chi oggi governa il paese.
Il detto ‘una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia ‘ qui non funziona.
Se tu dai il voto a questa gente non ti fai lavare la faccia ma te la fa sporcare di più, SPORCARE DI MERDA!

Giornale On line num°1

Per chi come me tra opinionisti , giornali di partito , vignette e arrabbiature varie....NON CI CAPISCE PIù NULLA!

Tutto quello che è importante sapere dalla A di animali alla Z !
Condividete questo link con gli amici.....per una informazione essenziale!

.....ricominciamo dagli amici che si sono sempre rivelati attenti a fare vera informazione e disponibili per gli altri.....
Abbiamo fatto il possibile per rendere le informazioni accessibili a tutti...in caso di problemi contattateci all'indirizzo piacenzapuntozero@gmail.com

16 maggio 2009 Palermo. Quanto può valere un voto alle elezioni? Quanto si è disposti a pagare? Come ogni affare economico che si rispetti si è in presenza di una domanda e di un'offerta e in Sicilia a fissare il prezzo di questo “speciale” mercato è Cosa Nostra
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15 maggio 2009 Napoli. Richieste di rinvio a giudizio per il leader dell'Udeur Clemente Mastella, per la moglie Sandra Lonardo, e per un'altra ventina di imputati.
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Il mondo che vorrei intervista a Vasco
E' un Vasco Rossi preoccupato ma anche impegnato quello sul palco del 1° Maggio di Piazza San Giovanni......
Leggi l'articolo , Pezzo concerto di Vasco Rossi

Le responsabilità della regressione culturale
L’Italia delle ideologie e della prima Repubblica è stata archiviata senza rimpianti , quella delle veline si scopre all’improvviso , non piace a nessuno.....
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Documentario Il corpo delle donne di 25' sull’uso del corpo della donna in tv


PINO E PINO
MANIACI DELL'INFORMAZIONE
Pino Maniaci veste come l’Omino della Bialetti: giacca, cravatta, pantaloni e calzini in tinta nera. Ha una macchina che è un pezzo da museo, con gli sportelli che si aprono a spallate
Telejato la TV più pazza del mondo

Pino ed il suo tesserino: inizia il processo
Ricordo che Telejato è una piccola tv locale di Partinico Palermo. Pino Maniaci , quando l'ha rilevata, ha deciso di fare un....
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CHE FINE FA UN IMPRENDITORE CHE DENUNCIA: la storia di Pino Masciari.
Una domanda: Ma lo Stato dov’è, quale messaggio arriva agli altri imprenditori o singoli cittadini che si vogliono ribellare alle mafie?
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Servizio di La 7 sul caso di Silvia Resta


MAFIA AL NORD
Il sommerso salva l'Italia
Come la mafia ha beneficiato della crisi finanziaria

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Expo 2015: la mafia, la politica e il passo del gambero
Alle autorità lombarde non piace sentirselo dire, ma che l' l'Ndrangheta
è profondamente radicata al Nord.....Leggi il resto

Come difendersi ? I 10 COMANDAMENTI DELL'ANTIMAFIA

CONSIGLI ELETTORALI rigorosamente apolitici

VALIDI CONSIGLI ELETTORALI
Non lanciatevi nel teatrino.. a fare solo clac di destra, sinistra e centro ..
VOLATE SOPRA PER UN PO’
…Da sopra si osserva meglio… più lontano…
Leggi il resto

Referenda in poche parole : cosa non fanno i referenda Guzzetta
Ma voi li avete capiti? Leggete qui


L'ANTICASTA: L' ITALIA CHE FUNZIONA
Facciamo di tutta Italia un comune virtuoso
Nessuna propaganda politica ma solo di buone pratiche e una politica del buon senso vicina al cittadini ed all'ambiente.
Leggi tutto
Seguiamo il viaggio delle liste civiche alle prossime elezioni







PROBLEMI ITALIANI

INFORMAZIONE?? Meglio fidarsi di fonti locali vicino al cittadino
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IL MIO LAVORO AD OGNI COSTO...lezione di giornalismo



L'Italia è il paese delle emergenze.....PAURA DEL DIVERSO?
Speriamo non sia la prossima. Leggi il resto

'Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura'
Leggi il resto




VIKY UNIVERSO CI PARLA DELLA TERRA DEI FUOCHI






E POI.......

RITORNO AL NUCLEARE......pensiamoci un po' su .

ACQUA IN BOCCA....vi abbiamo venduto l'acqua

ANIMALISMO: L'ITALIA DEGLI ORRORI
Quando la gestione dei canili diventa buissness.....il malgoverno italiano colpisce anche lì ed entrano in gioco le liste civiche animaliste.

SCUOLA.....il profetico discorso di Calamandrei del 1950

GUIDA SICURA: PER STRADA CON LA TESTA. Inconto con il campione di motociclismo Loris Reggiani

L'OPINISTA DELLA SETTIMANA: L'Italia che non c'è più.....NOI CITTADINI!



Grazie di aver letto questo lungo giornale.....qui sono raccolte tutte le cose utili da sapere.....a voi giudicare e magari approfondire nei siti amici.
Una unica cosa....a pensare male in Italia ci si becca quasi sempre purtroppo ma siamo qui per essere smentiti.




Alla prossima


















REFERENDA : in poche parole di Marco Ottanelli



Ma voi li avete capiti? Ne parleremo ancora intanto ecco una breve e sintetica spigazione.

cosa NON fanno i referenda Guzzetta:

NON ripristinano le preferenze
NON eliminano gli sbarramenti
NON ripristinano alcuna scelta per i cittadini
NON abrogano la legge elettorale attuale
NON assicurano nessuna parte di democrazia in più
NON eliminano il premio di maggioranza
NON intaccano in alcun modo la "casta"

Cosa FANNO:
VIETANO le coalizioni. Impediscono a due più partiti di coalizzarsi tra loro.

regalano il premio di maggioranza (il 55% dei seggi minimo) ad un solo partito, quello che prende più voti degli altri, anche se la sua percentuale è bassissima, esattamente come fece la Legge Acerbo che assicurò al fascismo il controllo della Camera.

Cosa sarebbe successo se tali norme fossero state in vigore negli ultimi 15 anni?

nel 1994: avrebbe vinto Forza Italia, assicurandosi da sola il 55% dei seggi, invece del 16% che ottennne. Il che significa che non ci sarebbe stato il voto di sfiducia della lega...

nel 1996: avrebbero vinto i DS, senza Prodi, attribuendosi il 55% dei seggi alle Camere.

Nel 2001: avrebbe vinto da sola Forza Italia, conquistando il 55% dei seggi.

nel 2006: alla Camera, avrebbe vinto l'Unione (ammesso che si fosse presentata unita, in un sistema che VIETA le coalizioni), mentre al Senato avrebbe vinto Forza Itala, conquistandone il 55% dei segggi. Ma visto, appunto, che il referendum Guzzetta vieta le coalizioni, è da presumere che Forza Italia avrebbe vinto anche alla Camera.

Nel 2008: il PDL avrebbe ottenuto il 55% dei seggi sia alla Camera che al Senato. Se esso non si fosse formato, con ogni probabilità avrebbe vinto Forza Italia.

RIMANENDO SOLO IL 45% DEI SEGGI DA SPARTIRSI TRA TUTTI GLI ALTRI PARTITI (DI DESTRA, DI CENTRO, E DI SINISTRA) E' ALTAMENTE PROBABILE CHE RIFONDAZIONE, COMUNISTI ITALIANI, ITALIA DEI VALORI, RADICALI ED ALTRI SAREBBERO STATI ESCLUSI DAL PARLAMENTO IN OGNI TORNATA ELETTORALE.
INCERTO IL DESTINO DELLA LEGA (CHE PROBABILMENTE AVREBBE OTTENUTO QUALCHE SEGGIO AL SENATO) E DELL'UDC.

Generalmente sono piccoli di statura e di pelle scura.....



Tramite padre Adolfo, riceviamo da don Antonio Guglietta, nostro lettore, un documento oggetto di riflessione. (ndr)
'Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti . Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".

Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l' Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Cari amici sembra una lettera scritta oggi ed apparsa su Libero o Il Giornale ,oppure letta a studio aperto o al tg quattro. Preparata da qualche "sapiente" della lega o del centro destra. Spero che per le europee certe forze politiche apertamente razzista possano perdere tanti voti. Vi prego di diffondere la lettera !

VALIDI CONSIGLI ELETTORALI

Riceviamo da Alessandro Frontera del gruppo A Morte la Mafia:
Si stanno avvicinando le elezioni e i politici come falchi si fiondano su Fb e sulla rete.. l’informazione virtuale è libera e sacra per questo, ma anche per questo facilmente falsificabile e spesso priva di controprove o controlli
.. tanti di voi, per esempio, nonostante la mia nota nelle informazioni, mi immaginano come un bel ragazzotto giovane e sorridente.. ed invece sono un papà spennacchiato e un po’ di pancetta… è bastata solo una mia vecchia foto..per creare un personaggio..che in realtà non esiste…immaginiamo per altro.. altri intenti..o interessi.
OCCHIO..!.. allo stesso modo, tanti gruppi o politici usano emozioni e battaglie sociali (anche quella alla mafia) o semplici menzogne per ottenere consenso ..e voti.
Non è qui che dovete farvi le idee politiche..ma con la vita reale..…
Leggete, ascoltate..guardate i link..ma lasciate sempre una porta aperta al dubbio...alla visione e all’analisi delle altre infinite angolature… ai dettagli…alla verifica..
al tempo dei vostri liberi pensieri..
Non lanciatevi nel teatrino.. a fare solo clac di destra, sinistra e centro ..
VOLATE SOPRA PER UN PO’…
Da sopra si osserva meglio… più lontano…
e si ascolta più a fondo... non c’è caciara…
certe cose crescono da sole..
senza fretta… come l’erba al sole.

Vi auguro una bella domenica..come sempre..
con affetto Alessandro.

COMANDAMENTO DELL'ANTIMAFIA NUM DIECI di Salvo Vitale ) Il mafioso è un uomo come tutti gli altri. Se non lo accetti e ti metti in testa che la mafia non è invincibile PUOI VINCERE!
Quando vai a votare , e qui è importante, RICORDATI CHE CI SONO PARTITI CHE SONO CONTENITORI DI COVI MAFIOSI e che la mafia va a braccetto con gran parte della classe politica, a cominciare da chi oggi governa il paese.
Il detto ‘una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia ‘ qui non funziona.
Se tu dai il voto a questa gente non ti fai lavare la faccia ma te la fa sporcare di più, SPORCARE DI MERDA!


PS: ricordo che you-tube è piena di filmati sui candidati alle prossime elezioni: informatevi sui nomi e cercateli. Come dice Alessandro non date mai nulla per scontato.
L'ideale è andare ad un loro convegno e fare direttamente una domanda, vedere come vivono il contattato con la gente.

Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura...



Calamandrei, 1950, profezia sulla scuola
Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell’articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo.La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre:
- che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre.
- che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione.

Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

INFORMAZIONE? Meglio fidarsi di fonti locali come Sollevati Abruzzo nato all'Aquila

"Un stampa cinica e mercenaria prima o poi creerà un pubblico ignobile" Pulitzer



Perchè passare per Roma per avere informazioni su casa vostra?
Il bello della stampa locale è che può essere un punto di informazione comune per tutta la citta, parlare direttamente di noi cittadini ma soprattutto in caso di false notizie essere facilmente smentita senza problemi di tempi, programmi o altro.
Se trovate un giornale che non metta solo comunicati elettorali e che anzi dia spazio alle belle storie locali che posso essere imitate da altri ALLORA NON MOLLATELO PIù!
Questa stampa ha spesso la possibilità di seguire tutte le battaglie a difesa del cittadino perchè ricordate l'informazione è la base , poi ognuno deciderà se partecipare o no!


Il filmato è un pezzo del documentario ODORE DI INCHIOSTRO (intero nel sito http://www.site.it a questo link .


Site.it raccoglie nel suo sito molti giornali locali in formati pdf fra cui anche SOLLEVATI ABRUZZO nato nei campi di sfollati dalla voglia di raconre la loro situzione e di informare l comunità.

Nel loro sito trovate anche SFOLLATI NEWS perchè i giovanissimi hanno deciso di fare la loro parte guidati da un direttore di 15 anni: un esempio questo da copiare in tutta Italia per dare un po' un di fiducia ai ragazzi in modo che il Nichilismo, la perdita di ogni valore, come racconta Galimberti nel suo libro 'L'Ospite Inquietante 'non faccia visita ala loro porta.

CHI LI AMA CI SEGUA: L 'Italia degli orrori



Era il 21 Marzo a Firenze durante la manifestazione contro l'abbattimento dei cani in Sicilia in seguito al grave incidente in cui un bambino ha perso la vita dopo essere stato attaccato da un branco di randagi.
Questo è un filmato fatto da volontari perchè tv e giornali hanno dimenticato l'evento.
E' sempre più difficile lavorare a favore degli animali in Italia infatti ti trovi con leggi che non vengono applicate soprattutto contro il maltrattamento, canili che diventano sempre più spesso buissness come potrete vedere nel sito Chiliamacisegua una della associazioni più ramificate in Italia per collaborazioni oppure direttamente nel sito della Lida firenze: cosa può arrivare a fare un essere umano.

E in quest due siti potrete scoprire 'L'Italia degli orrori' ed appoggiare nella loro battaglia contro i Sindaci che non hanno fatto nulla per impedire queste situazioni.
E spesso la gestione è puro e semplice contratto economico, la speranza è sempre che finisca in mano di persone competenti e preparate anche se spesso non è così.
Non siamo qui per fare una campagna denigratoria ma per denunciare una mancanza di partecipazione delle istituzioni al problema che può arrivare anche a situazioni preoccupanti come la Sicilia insegna.
Ed anche gli animalisti ormai hanno capito che il problema è istituzione ed infatti nascono gruppi come Animalisti in Parlamento che si stanno preparando per le prossime elezioni mentre a Firenze è già stata fatta una lista civica.
Purtroppo parlare alle istituzioni da fuori non basta più....

Ma non dimenichiamo poi LA MANCATA EDUCAZIONE ANIMALISTA.

Anche questa dovrebbe essere compito dello Stato, della scuola, della tv peccato che non sia così. Le associazioni comunque si sono attrezzate ed hanno creato RADIO BAU ottima musica , informazione e cultura animalista per imparare a conoscere i nostri amici animali. Ascoltatela anche voi e diffondete il link.

RICORDATE ......Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda un mattatoio e pensa: sono soltanto animali......

ACQUA IN BOCCA...TI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA



Bello il video....e l'acqua è libera di muoversi dove vuole....peccato che si vuole non sia più così!


Il Governo Italiano nel silenzio generale dei media ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica.
L’articolo 23bis della manovra finanziaria della primavera 2008 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere obbligatoriamente sottomessa alle regole del mercato,cioè privatizzata.
In Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e dunque sarà gestita da multinazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali).
GIÀ A LATINA LA VEOLIA (MULTINAZIONALE CHE GESTISCE L’ACQUA LOCALE) HA
DECISO DI AUMENTARE LE BOLLETTE DEL 300%. AI CONSUMATORI CHE
PROTESTANO VEOLIA MANDA LE SUE SQUADRE DI VIGILANTES ARMATI E CARABINIERI
PER STACCARE I CONTATORI.
L´acqua che sgorga dalla terra appartiene ai cittadini e nessuno deve potersene appropriare per trarne profitto.

Per questo tantissime associazioni, comuni e altri movimenti si sono riuniti per fermare questa decisione riunendosi nel FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L'ACQUA.
Visitate il loro sito e gli iscritti.

Pino ed il suo tesserino : inizia il processo



Ricordo che Telejato è una piccola tv locale di Partinico Palermo . Pino Maniaci , quando l'ha rilevata, ha deciso di fare un telegiornale che parla di mafia senza paura , la prende addirittura in giro ,ma allo stesso tempo METTE IN MOSTRA LA BELLEZZA DELLA SUA TERRA, LA SICILIA con un linguaggio semplice , per tutti.
Il suo lavoro può essere apprezzato o no ma comuque tutti lo guardano per parlarne bene o male: mica si può essere sempre d'accordo! Potete seguirla on line sul sito http://www.telejato.it .
Ed ecco che Partinico , Corleone , Montelepre ed i suo cittadini diventano i protagonisti: i giovani trovano spazio nella sua tv di esprimersi e raccontare le loro esperiemze.
Fino a iniziare a stare su con le proprie gambe.....visitate il sito Corleone Dialogos .
E loro lo sostengono come potete vedere dalle immagini relative all'8 Maggio il giorno del processo per esercizio abusivo della professione di giornalista , accusa per cui è già stato giudicato tempo fa e dichiarato innocente.
Per maggiori informazioni sul caso leggete l'articolo 'Pino Maniaci rinviato a giudizio. L'informazione antimafia sotto tiro'.

Vi lascio alle parole del Segretario Nazionale Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino quando ha parecipato al telegiornale. Ed il processo è rinviato al 26 Giugno.


Facciamo di tutta Italia un comune virtuoso



In questo video Marco Boschini presenta i Comuni Virtuosi.
Come potete vedere non si parla di colore politico ma solo di buone pratiche e una politica del buon senso vicina al cittadini ed all'ambiente.
E uno dei maggiori vantaggi E' IL GRANDE RISPARMIO!
Per approfondire la conoscenza potete seguire una intera conferenza di Marco Boschini a questo link.

Sulla stessa strada è nato il manifesto nazionale STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO perchè dopo anni di costruzione ecementificazione forse è il caso di passare ad una crescita zero ma pensare al restauro e riutilizzo degli edifici già esistenti.

Non approfondisco l'argomento perchè metto a vostra disposizione i link dei siti...visitateli.

E sul loro esempio seguiremo il viaggio delle liste civiche a 5 stelle nelle comunali.
In particolare VERONA PROVINCIA VIRTUOSA perchè le province le volevamo aboleire ma finche lo Stato è così indifferente alle necessità dei cittadini non è proprio il caso.
E sarà un buon punto di appoggio per spingere per l'acqua pubblica......perchè L'ACQUA E VITA!

Seguiremo poi il viaggio nei comuni delle liste civiche a 5 stelle di Firenze e Bologna......

Spero che questa non sia preso come uno schierarsi politicamente e se qualcuno pensa questo è pregato di contattarci alla seguente mail fannoiltifopertelejato@gmail.com.
Le liste civiche partono da semplici cittadini che di fronte alla politica che non ascolta le loro voci hanno deciso di entrare direttamente nelle sale consigliari.
Cmq ogni obbiezione è ben accetta.

IL MIO LAVORO AD OGNI COSTO...lezione di giornalismo di Anna Politkovskaja.


"Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo". Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista

Internazionale 665, 26 ottobre 2006

Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.

Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.

È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori.

Dopo l'inizio del piano di "cecenizzazione" di Putin (ingaggiare i ceceni "buoni" e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni "cattivi" ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni "buoni". Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare "buoni", mi avevano ospitato a casa loro nei mesi più duri della guerra.

Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perché sono considerata una nemica impossibile da "rieducare". Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me.

L'imboscata
Il 5 agosto del 2006 mi trovavo in mezzo a una folla di donne nella piccola piazza centrale di Kurchaloj, un villaggio ceceno grigio e polveroso. Portavo una sciarpa arrotolata sulla testa come fanno molte donne locali della mia età. La sciarpa non copriva completamente il capo ma non lo lasciava neanche scoperto. Era fondamentale non essere identificata, altrimenti mi sarebbe potuto succedere di tutto. Su un lato della piazza, appesa al gasdotto che attraversa Kurchaloj, c'era una tuta da uomo intrisa di sangue. La testa, invece, non c'era più. L'avevano portata via.

Nella notte tra il 27 e il 28 luglio due guerriglieri ceceni sono caduti in un'imboscata tesa alla periferia di Kurchaloj da alcuni uomini fedeli all'alleato del Cremlino, Ramzan Kadyrov, il primo ministro ceceno. Adam Badaev è stato catturato mentre Hoj-Ahmed Dushaev, originario di Kurchaloj, è stato ucciso. Verso l'alba una ventina di Zhiguli piene di uomini armati hanno raggiunto il centro del villaggio dove si trova il commissariato di polizia. Portavano la testa di Dushaev. Due uomini l'hanno fissata al gasdotto al centro del villaggio e sotto hanno appeso i pantaloni macchiati di sangue. Poi hanno trascorso le due ore successive a fotografare la testa con i cellulari.

La testa mozzata è rimasta esposta per ventiquattr'ore. Alla fine gli uomini della milizia l'hanno portata via, lasciando i pantaloni appesi alla tubatura. Gli agenti dell'ufficio del procuratore generale intanto stavano esaminando la scena dell'imboscata. Gli abitanti del paese assicurano di aver sentito uno degli agenti chiedere a un subordinato: "Hanno finito di ricucire la testa?". Il corpo di Dushaev, con la testa ricucita al collo, è stato riportato sul luogo dell'imboscata, e l'ufficio del procuratore generale ha avviato l'indagine seguendo le normali procedure investigative. Ho scritto un articolo per raccontare l'episodio, senza fare commenti ma fornendo una ricostruzione dei fatti. Sono tornata in Cecenia proprio quando in edicola usciva il giornale con il mio articolo.

In piazza le donne hanno cercato di nascondermi. Erano sicure che gli uomini di Kadyrov mi avrebbero sparato se avessero saputo che ero lì. Tutte mi hanno ricordato che il premier aveva giurato pubblicamente di uccidermi. Era successo durante una riunione dell'esecutivo: Kadyrov aveva dichiarato di averne abbastanza e aveva aggiunto che Anna Politkovskaja era una donna spacciata. Me lo hanno raccontato alcuni membri del governo. Perché tanto odio? Forse non gli piacevano i miei articoli? "Chi non è dei nostri è un nemico". Lo ha detto Surkov, il principale sostenitore di Kadyrov nell'entourage di Putin.

"È talmente stupida che non conosce neanche il valore dei soldi. Le ho offerto del denaro ma non lo ha accettato", ha detto Kadyrov a un mio vecchio conoscente, un ufficiale delle forze speciali della milizia. È "uno dei nostri", e se ci avessero sorpresi a parlare di certo avrebbe passato dei guai. Al momento di salutarci, fuori era buio. L'ufficiale mi ha pregato di non uscire, perché aveva paura che mi uccidessero. "Non andare. Ramzan è molto arrabbiato con te". Sono uscita lo stesso. Quella notte a Grozny avrei dovuto incontrare una persona di nascosto.

Si è offerto di farmi accompagnare con un'auto della milizia, ma l'idea mi sembrava ancora più rischiosa: sarei diventata un bersaglio per i guerriglieri. "Ma almeno nella casa dove stai andando sono armati?", mi ha chiesto con aria preoccupata. Durante tutta la guerra sono stata tra due fuochi. Quando qualcuno minaccia di ucciderti i suoi nemici ti proteggono. Ma domani la minaccia verrà da qualcun altro. Perché mi dilungo su questa storia? Solo per spiegare che in Cecenia le persone sono preoccupate per me, e questo fatto mi commuove profondamente. Temono per la mia vita più di me.

Perché Kadyrov vuole uccidermi? Una volta l'ho intervistato e ho pubblicato le sue risposte senza cambiare una virgola, rispettando tutta la loro incredibile stupidità e ignoranza. Kadyrov era convinto che avrei riscritto completamente l'intervista, per farlo apparire più intelligente. In fondo oggi la maggior parte dei giornalisti, quelli che fanno parte "dei nostri", si comporta così.

Basta questo per attirarsi una minaccia di morte? La risposta è semplice come la visione del mondo incoraggiata dal presidente russo Vladimir Putin. "Dobbiamo essere spietati con i nemici del reich". "Chi non è con noi è contro di noi". "Gli oppositori devono essere eliminati".

"Perché ti sei fissata sulla storia della testa tagliata?", mi ha chiesto a Mosca Vasilij Panchenkov, che dirige l'ufficio stampa delle truppe del ministero degli interni, pur essendo una persona per bene. "Non hai altro a cui pensare?". Mi sono rivolta a lui per avere un commento su Kurchaloj per la Novaja Gazeta. "Lascia perdere, fai finta che non sia successo niente. Lo dico per il tuo bene!".

Ma come posso dimenticare? Detesto la linea del Cremlino elaborata da Surkov, che divide le persone tra chi "è dalla nostra parte" e chi "non lo è" o addirittura "è dall'altra parte". Se un giornalista è "dalla nostra parte" otterrà premi e rispetto, e forse gli proporranno perfino di diventare un deputato della duma, il parlamento russo. Ma se "non è dalla nostra parte", sarà considerato un sostenitore delle democrazie europee e dei loro valori, diventando automaticamente un reietto. Questo è il destino di chiunque si opponga alla nostra "democrazia sovrana", alla "tradizionale democrazia russa".

Riferire i fatti
Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perché lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho mai sentito la necessità di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come "una contro di noi"? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, più raramente, ho parlato.

Pubblico pochi commenti, perché mi ricordano le opinioni imposte nella mia infanzia sovietica. Penso che i lettori sappiano interpretare da soli quello che leggono. Per questo scrivo soprattutto reportage, anche se a volte, lo ammetto, aggiungo qualche parere personale. Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non può vederlo. I servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico. I cittadini sanno poco o niente di quello che accade in altre zone del paese e a volte perfino nella loro regione.

Il Cremlino ha reagito cercando di bloccare il mio lavoro: i suoi ideologi credono che sia il modo migliore per annullare l'effetto di quello che scrivo. Ma impedire a una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che la circonda è un'impresa impossibile. La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte. Non parlerò delle altre gioie del mio lavoro – l'avvelenamento, gli arresti, le minacce di morte telefoniche e online, le convocazioni settimanali nell'ufficio del procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La prima domanda che mi rivolgono è sempre la stessa: "Come e dove ha ottenuto queste informazioni?".

Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare. Per il Cremlino le loro storie non rispettano la linea ufficiale. L'unico posto dove possono raccontarle è la Novaja Gazeta.

RITORNO AL NUCLEARE??



Questo è uno dei video meno 'impegnativi' che ho trovato su you-tube.
Io sono qui per fornire fatti ed altri esempi putroppo dimenticati.


Nucleare: ''Il si definitivo entro Giugno''

di Raffaello Masci - 14 maggio 2009
Roma. Il dado è tratto: in Italia torna il nucleare, dopo che un referendum dell’87 l’aveva bandito.

L’ultimo dei quattro articoli del ddl «sviluppo ed energia» che riapre la corsa all’atomo, quello che istituisce l’Agenzia per la sicurezza nucleare, ha ottenuto ieri l’ok del Senato. Ora mancano solamente il voto finale sull’intero ddl, slittato a stamattina per mancanza del numero legale, ed il sigillo della Camera. Dove, ha spiegato ieri il viceministro per lo Sviluppo Adolfo Urso, si tornerà per «una breve terza lettura. Ma entro giugno tutto dovrebbe passare in maniera definitiva».
Leggi il resto.

ATTENZIONE. si parla di metterele in zone militare dove vige il segreto militare....questo significa che 'non potranno informarci' di quello che accade al suo interno .

Molte persone si sono già mobilitate.....

Aggiungo poi un'altra cosa.....nei campi degli sfollati in Abruzzo si usano pannelli solari per scaldare l'acqua

PS....questo blog è completamente apolitico....la fonte che utilizzo si è sempre rivelata affidabile e EVITA LE POLEMICHE .

sabato 16 maggio 2009

IL SOMMERSO SALVA L'ITALIA

Come la mafia ha beneficiato della crisi finanziaria
Pubblicato Martedì 18 Novembre 2008 in Germania [Spiegel]

La Mafia corrompe, investe e si espande.
Con un fatturato complessivo di 130 miliardi di euro, è una delle principali aziende in Italia. Anche la crisi finanziaria non tocca i padrini. Al contrario, sulla crisi ci guadagnano addirittura.

Amburgo - Il bilancio della criminalità organizzata parla da solo: ogni anno, Cosa Nostra, la Camorra, la ‘Ndrangheta calabrese e la Sacra Corona Unita pugliese fanno circa 70 miliardi di euro di profitto. E il successo economico delle “holding” criminali continua.
“La crisi finanziaria rende la mafia ancora più pericolosa”, ha avvertito oggi Marco Venturi, il presidente dell’ associazione dei commercianti Confesercenti, in occasione della pubblicazione del rapporto “SOS Impresa”. Da questo rapporto sono estratte le cifre riportate. La relazione illustra in dettaglio le attuali attività della mafia - e per questo ha causato anche notevoli agitazioni.
Perché: dove le banche falliscono a causa della crisi finanziaria, si inseriscono ora i membri delle “famiglie” e prestano facilmente denaro alle piccole imprese e ad altri cittadini colpiti dalla stretta sui crediti. Questi apparentemente accettano l’offerta e ringraziano. Il rapporto indica in circa 180.000 il numero delle persone che dovrebbero aver contratto un debito con il capo clan locale e che ogni anno pagano più di dodici miliardi di euro in interessi. Allo stesso tempo, i padrini utilizzano proprio ora le loro sostanziali riserve di contanti per acquistare a prezzi bassi immobili e aziende in difficoltà.
( leggi tutto )
LE MANI DELLA MAFIA SULL'EXPO


Ecco i file di un articolo tratto da Presenza cristiana
IL SOMMERSO SALVA L'ITALIA
Sempre più poveri. Diverse indagini confermano le difficoltà degli italiani

Una crisi economica asfissiante con l'austerity dietro l'angolo. Caro-bolletta, caro-pane, caro-pasta e via dicendo.
Gli italiani arrancano e percepiscono le proprie risorse come inadeguate.Solo poco più di un terzo delle famiglie riesce ad arrivare alla fine del mese.
Meno trasporti, meno abbigliamento, meno spese per il tempo libero, meno cibo. E si fa sempre più ricorso al credito al consumo per arrivare alla fine del mese.Il 70% della famiglie si sente povero, secondo una recente inchiesta tra i consumatori dell'Isae, l'istituto di studi e analisi economica che fa capo al Ministero del tesoro. Ad Avvertire il disagio economico sono soprattutto le famiglie a basso reddito, i single, i disoccupati, i residenti nel mezzogiorno.pagina 1

Povertà in giacca e cravatta
La disoccupazione pagina 2

Il sommerso nel nostro paese,
Ma come è possibile che con uno scenario economico così nefasto, anche rispetto alle previsioni per il futuro prossimo, gli italiani abbiano tanta pazienza?Afferma il Presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara " Se gli italiani non scendono ancora in piazza dando vita a manifestazioni spontanee di forte dissenso è solo perchè esiste, in forma diffusa nel nostro paese, un'altra economia non ufficiale : quella sommersa, ma anche quella legata ai business e ai proventi delle attività criminali." E prosegue Fara "L'Eurispes stima infatti che l'economia nel nostro Paese ha generato nel 2007 almeno 549 miliardi di euro corrispondenti al 35 % del prodotto interno lordo ufficiale di 1500 miliardi di euro. Si tratta di un'altra economia che va ad integrare i redditi delle famiglie.
La mappa
Un minore su 4 è povero pagina 3

Volume generato dal lavoro sommerso
Stakanovisti per sopravvivere
Lo scenario individuato dall'Eurispes è quello secondo cui il sommerso nel nostro paese va ad integrare i redditi delle famiglie che , in seguito alla perdita del potere d'acquisto e alla forte inflazione che hanno caratterizzato l'economia italiana negli ulrimi anni, si mantengono su livelli ben al di sotto della media europea e non tengono il passo con l'aumento del costo della vita.Vi sono moltissime coppie , specie quelle più giovani, "per arrivare a fine mese" si fanno ancora aiutare dalle rispettive famiglie di origine. Ma anche queste possibilità vanno ormai assottigliandosi ( diminuisce la propensione al risparmio e aumenta il credito al consumo) e alla famiglie di origine non rimane altro che diventare "erogatori di servizi" per i propri figli offrendo ad esempio lavoro di cura per i nipotini, facendo la spesa, ecc.E' evidente come il sommerso prodotto nel nostro paese va a colmare il gap economico riscontrato nel budget delle famiglie italiane.pagina 4

Un'altro "sistema produttivo" l'economia criminale Essere un Paese ad alto tasso di sommerso non è un pregio , sebbene, grazie ad esso, gli italiani riescano a barcamanarsi, facendo fronte alla crisi economica che si trascina ormai da anni. Così come, uno stato può dirsi forte solo quando attua politiche fiscali in grado di produrre emersione, sanzioni certe e controlli efficaciUno Stato nello StatoIl sommerso in Italia rappresenta uno "Stato nello Stato". Basta sommare il valore prodotto dall'economia criminale per arrivare a segnalare un'economia parallela nel nostro paese che genera un Pil "in nero" di oltre 724, 6 miliardi di euro, quasi la metà di quello prodotto ufficialmente.pagina 5

L’Italia ….il paese delle emergenze! PAURA DEL DIVERSO....speriamo questa non sia la prossima

Così intitolava un articolo tempo fa……e come molti già hanno capito purtroppo è la verità.
In questi giorni su internet tutti condividevano questa notizia A Milano carrozze riservate ai Milanesi .
Naturalmente non ho apprezzato l’idea ma ho cercato di arrivare al problema per trovare una soluzione ed il metodo di Telejato, è chiedere direttamente alle persone : i commenti a questo articolo sul lavoro del governo Fiducia ddl sicurezza ed un articolo locale pagina 1 , pagina 2 .
MI HANNO FATTO PREOCCUPARE PARECCHIO! ( cliccate sulle foo per ingrandirle)
Riporto dall’articolo in prima pagina Massa Lombarda’ Quasi una rivolta su sicurezza e immigrazione’ Alla berlina sindaco e ‘ politicanti ‘ vari.
Riempie la sala l’assemblea organizzata da un gruppo di giovani “fuori dai partiti” per sputare il rospo sul problema della sicurezza e dell’immigrazione . Le parole d’ordine sono <>, nessuno spazio per “comizi e polemiche fra partiti”.
Tolto il tappo , la gente comune parla di disagio, paure , incertezze e fa tacere amministratori e politici.Riporto un commento perché la Crisi , l' insicurezza nel futuro, è grande protagonista di questa aumentata paura <>Ed effettivamente cosa è stato fatto in questi anni per creare VERA INTEGRAZIONE?Forse piccole realtà locali si sono mosse con saggezza ma a livello nazionale ben poco infatti le parti sono troppo impegnate nelle loro battaglie politiche, a mantenere le posizioni del partito, da dimenticarsi di chiedere ai diretti interessati…..complimenti!
Come dice questo spot ‘ Quest’uomo è malato di Alzaimer , le Istituzioni di una malattia ben peggiore L’INDIFFERENZA!
Come dice sempre Pino ‘Quello che puzza è sempre la testa’.
Da un lato a Milano, carrozze per soli Milanesi, intervento palliativo che aumenterà solo la paura infatti ci si allontanerà ulteriormente. Ed il problema qui è sicuramente culturale perché si ha paura di quello CHE NON SI CONOSCE !
Speriamo che a Massa Lombarda la storia finisca un po’ meglio…ci informeremo, speriamo che lì le teste puzzino di meno!
E nell’anniversario di Peppino Impastato ricordiamo le sue parole“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”
La curiosità e lo stupore di conoscere mondi e realtà diverse……che loro portano direttamente a casa nostra.
Quindi basta parlare di razzismo ma affrontiamo il vero problema alla radice…. i nostri governanti tutti sono avvisati e speriamo nelle prossime Europee e nelle liste civiche partite DAI CITTADINI che porteranno una ventata di novità !
E voi come risolvereste il problema? Discutetene in questa nota oppure inviate questo articlolo ai vostri amici perché il buon senso del cittadino fa più di un Governo intero!
La sociologa Tania Passa di Articolo 21 ci spiega i motivi di questa regressione culturale nel suo bellissimo articolo.
Leggete lo sfogo di Benny Calasanzio Borsellino nel suo ultimo post .Io aggiungo …basta dare il peggio di se….PERCHE’ SE IMPARIAMO A CONTROLLARE LA PAURA CON LA FIDUCIA IN NOI STESSI E NEGLI ALTRI , CON LA NOSTRA INTELLIGENZA TROVEREMO LA SOLUZIONE A TUTTO!
Ci sarà da lavorare però.

Da una parte tutti Totò e dall'altra tutti Pino si devono chiamare


Dov'è finito il dovere di cronaca?
Pino Masciari e Pino Maniaci , due uomini uniti dal nome ma sopratutto dall'aver fatto una scelta difficile, la scelta DI FARE LA COSA GIUSTA!
Ed ecco che Pino Masciari 14 anni fa ha denunciato Ndranghetisti e collusi , tutti condannati ma lo Stato lo ha poi lasciato da solo, SENZA SCORTA per lui e la sua famiglia . La sua storia su http://www.pinomasciari.org/
Pino Maniaci invece ha deciso di usare la Tv che aveva appena rilevato per fare informazione libera nella sua terra, la Sicilia: ha iniziato a parlare di mafia , a rompere l'omertà ma ha anche messo in mostra la parte più bella del suo paese....QUELLA CHE VUOLE RIPUDIARE LA MAFIA!
Strade parallele sempre piene di ostacoli che negli ultimi giorni ha portato Pino Maniaci nelle aule dei Tribunali per il suo ' voler fare il giornalista SENZA TESSERINO' ( causa già vinta in precedenza infatti la sua tv ha un direttore iscritto all'albo Riccardo Orioles) ed ha visto Pino Masciari arrivare a Trento per una conferenza SENZA SCORTA!
La preoccupazione è tanta oggi anche perchè la nostra amica Susanna ci aveva già messo in allarme giorni fa.
Ed oggi alle 10 Pino Masciari ha iniziato il suo sciopero della fame e sete per avere finalmente ascolto da questa politica che tarda a restituire una vita quasi normale a Pino e la sua famiglia, questa politica un po' sorda alla sua ed alle nostre voci.
Vogliamo che lo Stato di diritto riconosca la sentenza del tar del Lazio contro la revoca del programma di protezione CHE NON TROVA ANCORA ATTUAZIONE!
L'informazioni italiana ci ha lasciato soli....non segue neppure l'evento per dovere di cronaca quindi vi invitiamo a seguire la diretta da questo link http://www.mogulus.com/pinomasciaritv .
Diffondete questa notizia come potete perchè questa battaglia non ha colore politco quindi aiutateci a mobilitare l'opinione pubblica TUTTA verso questa vicenda , a non lasciare solo un uomo che ha fatto solo il suo dovere , denuciato per il bene di TUTTI, ma che è stato lasciato da solo da chi doveva garantire la sua sicurezza .
E Pino Maniaci parlerà di quanto successo davanti al Quirinale oggi nel suo tg seguibile nel web al link http://www.telejato.it/ (in caso di problemi scaricate la puntata di martedì)
Grazie....diffondete questa storia ed invitiamo chi può a recarsi a Roma per seguire personalmente la vicenda e portare la loro solidarietà a Pino .
Perchè una persona che non ha avuto paura di denunciare alte collusioni e stremato dagli anni di lotta PORTERA' LA SUA SCELTA FINO IN FONDO!

IL CORPO DELLE DONNE documentario

IL CORPO DELLE DONNE è il titolo del nostro documentario di 25' sull’uso del corpo della donna in tv. Siamo partiti da un'urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante.
PRIMA PARTE

SECODA PARTE

TERZA PARTE

CHE FINE FA UN IMPRENDITORE CHE DENUNCIA La storia di Pino Masciari



Io mi permetto solo di mettere in primo piano le domande finali....che devono trovare risposta in ognuno di voi!
Ma lo Stato dov’è, quale messaggio arriva agli altri imprenditori o singoli cittadini che si vogliono ribellare alle mafie?
Non vi sembra che il messaggio sia devastante per chi realmente vuole combattere la piaga della criminalità organizzata?
Forse per lo Stato chi denuncia il sistema mafioso non è un esempio positivo per la società civile?

Mer 23.59 Nota di Giorgio Riccardi
Raccontare una storia così complessa non è cosa semplice e per farla capire ho bisogno di raccontarla con il cuore più che scriverla attraverso i tasti di una tastiera.
Inizio col descrivere il giorno in cui ho conosciuto Pino Masciari durante un suo incontro pubblico.
Quando Pino prese il microfono ed incominciò a parlare di come aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita mi vennero le lacrime agli occhi e rimasi completamente incredulo. Non mi sarei mai aspettato che potesse esistere una tale drammatica situazione derivata da una grande prova di senso civico e coraggio. Non avrei mai immaginato che un uomo capace di denunciare la ‘ndrangheta, le collusioni con politica e Magistratura mettendo la sua vita e quella della sua famiglia in pericolo, venisse abbandonato in modo così vergognoso dallo Stato. Ma andiamo per ordine.
Il calvario di Pino, uno dei più importanti imprenditori calabresi, inizia nell’ ottobre del 1997 quando, insieme alla moglie Marisa e ai due figli appena nati, entrano nel programma speciale di protezione e di conseguenza sradicati dalla loro terra, lontani dalla famiglia, dagli affetti e dal lavoro. Ricordo molto bene lo sguardo pieno di sofferenza e rabbia di Pino mentre raccontava il giorno dell’esilio dalla sua amata Calabria. Ricordo molto bene l’attimo in cui mi sono sentito complice di questa drammatica vicenda. Si, proprio complice. Perché in questi casi tutti i cittadini dovrebbero mettersi al fianco di persone oneste che come Pino lottano per un’ Italia senza mafie. Non parlo solo del Sud ma di tutta la nostra penisola, perché al Sud la mafia uccide, la vediamo ogni giorno nei telegiornali, al Nord fa affari per riciclare il denaro sporco di sangue. Siamo tutti dei complici fino a quando non guarderemo nella giusta direzione senza più girare la testa dall’altra parte, senza far finta di non vedere ciò che accade a un passo da noi, dai nostri occhi e dalle nostre orecchie.
Per poter scrivere tutto il mio racconto e le mie sensazioni non sarebbe sufficiente un solo articolo. Mi soffermo su alcune situazioni che mi hanno colpito particolarmente legate comunque a una vicenda che nella sua totalità provoca indignazione, rabbia ed amarezza indescrivibili.
Uno di questi episodi riguarda due delibere della Commissione Centrale dei Ministero dell’Interno del 2004, che a leggerle non sembra possibile siano state scritte dalla stessa mano per la loro contraddittorietà nell’arco di soli tre mesi. Nella prima si legge che la famiglia Masciari per gravi rischi di incolumità non può far ritorno in Calabria. Nella seconda delibera invece viene comunicato il termine del programma speciale di protezione.
Si può tranquillamente semplificare il concetto dicendo che è come condannare a morte la famiglia Masciari. Penso che sia assolutamente paradossale che venga riconosciuto il grave rischio di vita di un intera famiglia per poi a distanza di così poco tempo escluderla dal programma speciale di protezione che serviva a garantirne la sicurezza.
Per impedire che a se e alla sua famiglia venga negato l’indiscutibile diritto alla sicurezza, Pino fa ricorso al TAR del Lazio impugnando la seconda delibera che avrebbe escluso la famiglia Masciari dal Programma Speciale di protezione.
Un altro episodio che mi ha lasciato perplesso e sfiduciato è constatare la gravissima lentezza e conseguente applicazione di una sentenza. Il ricorso al TAR del Lazio viene presentato nel gennaio del 2005 e la sentenza viene emessa nel gennaio del 2009. Quattro lunghi anni che aumentano ancor di più la sofferenza della famiglia Masciari. Ciò che mi fa più rabbia è appunto la lentezza del sistema giudiziario. Non capisco come si possa lasciare una famiglia in una situazione del genere per così tanto tempo quando per legge il TAR avrebbe dovuto pronunciarsi entro sei mesi dall’ avvenuto ricorso. La sentenza del TAR del Lazio tra le altre cose stabilisce molto chiaramente che il programma speciale di protezione non può avere un termine a meno che non si provveda ad eliminare la causa che ha portato la famiglia Masciari all’interno del programma stesso. Più semplicemente il programma speciale di protezione termina quando non c’è più la criminalità organizzata, ciò porterebbe quindi all’annullamento del rischio da parte di chi ha denunciato.
Dopo la rabbia dovuta alla lentezza da parte del TAR nell’emettere la sentenza il mio sentimento di amarezza si fa più acuto nell’apprendere che ad oggi, a distanza di tre mesi, non è ancora stata rispettata dal ministero dell’Interno.
Dalla vicenda di Pino mi rendo conto che l’idea che abbiamo di come possa funzionare un programma di protezione è del tutto sbagliata. Ci immaginiamo una famiglia che vive una vita normale, nonostante sia sotto scorta. Tutto falso.
Provate a immaginare di non poter uscire di casa quando attraverso le finestre di casa vostra notate il sole che vi invita a stare all’aria aperta, che vi invoglia a fare una pedalata con la vostra famiglia, che vi invoglia a fare una partita a pallone con i vostri figli, che vi invoglia ad immergervi nelle cose che illumina con grande calore. Provate ad immaginare una vita senza l’appoggio di un vero amico. Provate ad immaginare la vita dei vostri figli senza mai vederli giocare con i loro compagni di scuola. Provate ad immaginare una vita non vissuta. Questa situazione per la famiglia Masciari non è immaginazione ma realtà. La cosa peggiore che mi potrebbero fare è rubarmi la libertà di scelta. Credo che per ognuno di noi sia la cosa più importante poter scegliere quando uscire, cosa fare e soprattutto frequentare gli affetti, che sia la nostra famiglia o gli amici più cari.
I figli di Pino hanno conosciuto i nonni nel 2007 quando avevano più di dieci anni.
Immaginare di vivere così non potrà mai farci capire cosa significa realmente, ma se provassimo a privarci delle amicizie, della nostra famiglia anche solo per un mese ne soffriremmo molto.
Pino e la sua famiglia vivono così da 12 anni e sapere che una famiglia non ha avuto la possibilità di scegliere per un periodo così lungo mi provoca un grande dolore e una rabbia capaci di riempire l’intero pianeta.
La cosa più sconvolgente è che la loro vita è stata rovinata perché sono delle persone oneste che hanno denunciato la criminalità organizzata e che per questo andrebbero portati come esempio.
Abbiamo tutti il dovere di non lasciare sole le persone che come Pino lottano contro la criminalità organizzata e che concretamente rischiano la loro vita e quella dei propri cari per dare a tutti noi un Italia migliore.
L ‘imprenditore Pino Masciari e sua moglie Marisa, medico odontoiatra, hanno completamente affidato le loro vite e quelle dei loro figli, nelle mani dello Stato, compiendo un gesto coraggioso che dovrebbe essere considerato un esempio per tutti.
Termino quindi questo mio racconto ponendovi alcune domande che ritengo debbano far riflettere e che considero una delle cose più gravi ed inaccettabili dell’intera vicenda.
Ma lo Stato dov’è, quale messaggio arriva agli altri imprenditori o singoli cittadini che si vogliono ribellare alle mafie?
Non vi sembra che il messaggio sia devastante per chi realmente vuole combattere la piaga della criminalità organizzata?
Forse per lo Stato chi denuncia il sistema mafioso non è un esempio positivo per la società civile?

di Giorgio Riccardi e Omar Soriente - "La Voce di Parma" - 6 maggio 2009
Maggiori informazioni sul sito http://www.pinomasciari.org

venerdì 15 maggio 2009

L'Italia che non c'è......più: NOI CITTADINI !

Per citare Giuseppe Pagoto “Noi liberi pensatori cavriaghesi” o meglio “Noi liberi pensatori Italiani“, Noi che ancora non siamo asserviti al sistema delle caste di vari organi di potere ma che crediamo ancora che l’Italia possa essere un paese libero dove vivere in modo degno e giusto, Noi che non ci identifichiamo nelle ideologie di parte ormai ridotte a futili slogan, Noi che ci identifichiamo nella nostra comunità, locale o nazionale che sia, Noi che vorremmo una vita giusta e serena, se non per noi almeno per i nostri figli, Noi che crediamo nello stato e nell’importanza delle sue istituzioni, Noi che pretendiamo giustizia non vendetta, Noi che pensiamo che ogni uomo, donna o bambino siano nati uguali, Noi che ancora abbiamo una coscienza e magari anche un pò di memoria.

Noi cittadini, esprimiamo la massima preoccupazione per ciò che sta accadendo, e che sembra non essere percepito nella sua importanza.

I cittanini italiani sembrano addormentati, sembra non si siano accorti di quanto sta accadendo, la politica dell’apparire piuttosto che quella dell’essere sta dominando la scena nazionale, i giornali e le televisioni tacciono su fatti gravi e sconcertanti come la situaziono di Pino Masciari testimone di giustizia che avendo ottenuto dal TAR una sentenza a suo favore si vede negare dalla commissione preposta l’applicazione stessa della sentenza, in una vera democrazia questo sarebbe inaccettabile, come lo sarebbe uno stato che promuove leggi che respingono immigrati senza accertare se siano delinquenti o rifugiati politici, mettendoli entrambi sullo stesso piano, si tenta di imbavagliare l’unico mezzo di informazione ancora libera “internet”, promuovendo leggi sulla “sicurezza” che prevede la censura se si incita alla protesta o alla disobbedienza civile a leggi che si ritengano ingiuste, prevedendo sanzioni amministrative e/o carcere sia per chi pubblica che per chi fornisce il servizio in rete, ricorda tanto la legge sul controllo della stampa durante l’epoca fascista, solo che allora era esplicito l’intento oggi è sommerso, nascosto e apparentemente “democratico“.

Per non parlare della giustizia, che viene resa inerte epurando elementi scomodi e troppo zelanti come il magistrato Luigi De Magistris, o Clementina Forleo, che si sono visti espropriare le inchieste sulle quali stavano ottenendo “troppi risultati”, oggi i magistrati non si eliminano più con il tritolo, bastano un paio di marche da bollo.

Questa non è democrazia è REGIME! Autoritario, anche se non ancora totalitario, ma comunque un regime, che vuole il controllo totale dell’informazione, il controllo totale del territorio ed il controllo totale della giustizia, promuovendo leggi incostituzionali e contro la democrazia stessa.

Io Cittadino, Io libero pensatore, non ci sto! Io protesterò e farò quanto in mio potere per contrastare questa situazione, Io credo che si possa fare ancora molto se tutti lo facciamo insieme.

Non mi importa di che “colore politico” siete, di che fede siete, di che classe sociale, ciò che importa davvero è che siate Cittadini Consapevoli di quanto sta avvenendo, che siate disposti a prendere una chiara ed inequivocabile posizione su quanto sta avvenendo.Io lo faccio, ci metto la faccia, mi firmo con nome e cognome, se mi vogliono, che mi vengano a prendere, io non indietreggio, se pensate che i piccoli paesi, come Cavriago, non possano fare molto per queste situazioni, vi sbagliate di grosso, Voi cittadini siete importanti, ognuno di voi lo è, vi fanno credere che qualunque cosa facciate, qualunque posizione prendiate, “loro” saranno sempre “intoccabili” che nulla comunque cambierà, SBAGLIATO!! “loro” cominceranno a tremare perchè sanno che se tutti i cittadini si trovano d’accordo e si muovono insieme come una comunità, come un paese, come una città o come uno stato, allora “loro” non hanno più potere di manipolare nulla e la verità verrà a galla, come è giusto che sia, qualcuno un tempo disse “La vertà vi renderà liberi“, allora dobbiamo volerla questa verità ad ogni costo, per la giustizia ed il bene di tutti.

Perchè un giorno io possa guardare negli occhi i miei figli e speriamo forse i miei nipoti, ed a testa alta potergli dire con orgoglio “io ce lo messa tutta per fare la cosa giusta“, Tu potresti fare la stessa cosa, dipende tutto da te.

Siamo cittadini Italiani o siamo già diventati sudditi!!??

Buona Notte e Buona fortuna